La casa del male

La casa del male

Un romanzo per raccontare la resistenza in Italia e i luoghi oscuri in cui il fascismo ci ha zittiti e di cui nessuno parla. Arturo ha quindici anni e un pensiero fisso in testa: dichiararsi a Liliana, la ragazza della porta accanto. Col pensiero di Liliana, Arturo non fa quasi più caso all’atmosfera cupa che si respira nelle vie di Milano. Del resto, è abituato alla guerra, agli aerei che sganciano i loro carichi mortali, alle cattive notizie dal fronte e alle estenuanti file per un tozzo di pane da dividere con la mamma e la sorella. Per Arturo questa è la normalità, e tenere un basso profilo è l’unico modo che ha per sopravvivere, a dispetto di quel che pensano i suoi amici: il ribelle Luciano, invischiato in ambienti antifascisti, e lo sprezzante Vittorio, camerata convinto. Arturo guarda Liliana e non vede nient’altro. Non vede la morte, non vede le torture, non vede la Villa Triste di via Paolo Uccello. Una casa in cui coloro che entrano difficilmente possono raccontarlo. Nella Milano di Arturo e Liliana, a volte, basta una parola, o un pensiero pronunciato ad alta voce per finire inghiottiti dalla casa, e lì, nemmeno tutto il coraggio del mondo può salvarti. Ma a quindici anni non ci si arrende, si è pronti a giocare la partita, anche se in palio c’è una vita.

“Villa Triste” era una canzone d’amore un po’ strappalacrime che ebbe un grande successo all’inizio degli anni ’40. Poi arrivarono i mesi drammatici dell’occupazione nazista e quel nome — certe volte le parole seguono percorsi inaspettati — passò a indicare quei centri di tortura gestiti dai fascisti dove, per far confessare i partigiani arrestati, si consumarono con ferocia atrocità e torture di ogni genere. Una pagina poco nota e quasi dimenticata della nostra storia recente. La casa del male è un romanzo limpido e intenso che si legge con emozione crescente. – Walter Fochesato, Andersen

  • Perché questo romanzo porta alla luce uno degli episodi più crudi e terribili della Seconda guerra mondiale denunciando la presenza di Ville Tristi sul territorio italiano.

     

Ricostruire un’epoca

In classe, ricostruiremo l’epoca storica in cui è ambientata la storia cercando le canzoni in voga in quegli anni, le locandine dei film, i manuali di economia domestica su cui studiavano le ragazze, i modelli d’auto più venduti e i mezzi di trasporto pubblico in uso nelle città.

 

Un’altra villa triste

Che cos’erano le ville tristi? Che cosa significa tortura? Che cos’è l’omertà? In classe risponderemo a queste domande individuando insieme nomi e località delle altre ville tristi sorte sul territorio Italiano durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Albero genealogico

Insieme, attraverso fonti e ricordi, proveremo a ricordare se tra i nostri parenti o amici ci sono testimoni della Seconda Guerra Mondiale. Parleremo di storie vere e avvenute tra il 1943 e il 1945 sul nostro territorio.

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