Il primo disastroso libro di Matt

Il primo disastroso libro di Matt

Matt ha dodici anni, un ciuffo nero ostinatamente in disordine, e una spiccata tendenza per i guai. Stavolta però l’ha combinata davvero grossa… Ma d’altra parte, cosa poteva saperne che i razzetti, se innescati e posizionati vicino ai cespugli, sono in grado di incendiarli? COSA POTEVA SAPERNE? COSA? I suoi genitori decidono di metterlo in punizione. Per fortuna Matt, avendo vissuto gli ultimi undici anni e mezzo in punizione, è diventato un esperto mondiale e sa sopravvivere a qualunque situazione. Divieto di usare il cellulare? Basta passare al tablet. Sequestro dei videogiochi? Si va da Rebby, l’amica appassionata di videogame. Niente TV? Vabbè ma ormai solo I MORTI guardano la TV: c’è Internet! Peccato che questa volta mamma e papà sorprendano Matt con una condanna inaspettata e devastante: per un mese dovrà fare volontariato in un Centro Anziani. Cioè, un centro PIENO di anziani. Matt è disperato: non vuole assolutamente bruciare i mesi migliori della sua gioventù tra i vecchietti. Senza aggiungere che un’attività del genere minerebbe la sua già precaria reputazione a scuola. Matt non sa che cosa fare, ma una cosa è certa: stavolta i suoi piani dovranno cambiare. E di brutto.

Copertina di Sio

  • Per divertirsi: per leggere la storia di formazione dMattridere e crescere insieme a lui.

  • Perché anche attraverso la comicità è possibile affrontare temimportanti come il bullismo e le dinamiche della preadolescenza.

Scrivere umoristico

Far ridere su carta è quanto di più complicato ci possa essere al mondo dopo la cucina thailandese. Il cinema, la televisione, il teatro si nutrono di immagini, ma come strappare una risata attraverso una pagina scritta? Insieme all’autore, scopriremo le figure retoriche essenziali e una serie di piccoli trucchi per far rideresorridere e sghignazzare. E attraverso la risata, far passare dei concetti, anche alti e profondamente valoriali.

Fiabe da ridere

Ci avete mai fatto caso? Le fiabe si nutrono di nonsense. Cappuccetto rosso, ad esempio, non ha un normale nome proprio di persona ma si chiama come l’indumento che indossa. Il principe non riconosce Cenerentola dal viso ma dalla scarpetta. Il paradosso è alla base della narrativa per l’infanzia: attraverso questo laboratorio scopriremo e scriveremo delle fiabe che non solo si nutrono di paradossi ma finiscono per giunta malissimo.

Libri per le stesse classi