Con o senza di noi

Con o senza di noi

Nuvola ha passato diciassette anni della sua vita a evitare gli altri. Ai pettegolezzi, preferisce il rumore del vento. Alla movida delle serate milanesi con le amiche, sostituisce il disegno. Il suo posto è il tetto della scuola, a tredici metri d’altezza, dove vede tutto e nulla la raggiunge. Tommaso invece i diciotto anni li ha trascorsi lasciandosi travolgere da un fiume di persone che reclamava il suo talento, i sorrisi, il futuro. Il suo posto è la pista d’atletica, dove si allena tra le dritte del coach e gli incitamenti dei compagni. Nuvola e Tommaso frequentano lo stesso liceo, gli stessi corridoi, aule quasi vicine. Ma la ragazza più invisibile e il ragazzo più in vista della scuola non si sono mai visti. Non si conoscono. Fino al giorno in cui si ritrovano nello stesso luogo speciale e proibito, a tredici metri d’altezza. Entrambi per motivi diversi, entrambi per un segreto. Entrambi in fuga da qualcosa. Forse Nuvola e Tommaso non hanno nulla in comune, forse sono due punti opposti dello stesso emisfero. Con o senza di noi è un romanzo intenso, vivido, commovente. Valentina Sagnibene racconta la storia di due solitudini che si incontrano, e che si scontrano, per provare a guarire insieme.

«Valentina Sagnibene ha la capacità di farci palpitare e commuovere con i suoi personaggi, entrando nelle loro vite e descrivendole senza invaderle, con rispetto e affetto. Il risultato è una storia romantica, struggente e incredibilmente vera.»

Virginia Bramati, autrice bestseller di Tutta colpa della neve! (E anche un po’ di New York)

  • Per scoprire che essere diversi e non essere omologati alla massa non è sbagliato.

Una storia che finisce è solo un’altra che… inizia

Cosa succede dopo l’ultima pagina di un romanzo? Tante volte ci si pone questa domanda. Che fine fanno i personaggi che abbiamo amato o odiato per tutto il tempo della storia? Con o senza di noi ha un finale, tutto sommato, aperto e l’esercizio che si richiede è proprio questo: dare una nuova vita ai personaggi. Il liceo si è concluso ufficialmente e l’estate pure. Cosa ha scelto di fare Nuvola? Riuscirà a instaurare un rapporto con il padre? Troverà di nuovo l’amore? Azzurra, e tutti gli altri, cosa faranno? Sara sarà davvero partita per studiare all’estero? La nuova famiglia allargata della protagonista ha trovato un po’ di “tranquillità”? Una storia che finisce è un’altra tutta da scrivere!

 

 

Ora che ho imparato a sognare

Sognare è l’unica azione che non ha età e per la quale non dobbiamo rendere conto a nessuno. Sono i sogni e le nostre passioni che ci muovono nel mondo, guidando le nostre scelte nel presente. Come dice il coach Alessandro, però, troppo spesso siamo legati all’idea che per raggiungere le nostre ambizioni ci sia solo una strada, mentre le altre sono sbagliate o ci fanno perdere tempo prezioso. In classe sarà possibile fare una riflessione proprio su questi punti: quanto, durante l’adolescenza, siamo influenzati dal giudizio altrui? Quanto è difficile essere fedeli alle proprie speranze, anche quando gli altri non le accettano e fatichiamo a farci capire? Ti è mai capitato di seguire una “strada sbagliata” che in realtà ti ha insegnato più di quanto ti aspettassi?

 

 

Giù la maschera

Azzurra detta Billie, Nuvola detta Nuv. Sono semplici “soprannomi” o vere e proprie maschere dietro le quali nascondersi e nascondere le nostre paure? L’adolescenza è il periodo forse più complicato per mostrare al mondo ciò che siamo per davvero. Allora proviamo a trovare nuovi modi per farlo: ad esempio attraverso sport o musica, proprio come Tommaso, oppure una passione, come il disegno per Nuvola, o appunto un semplice soprannome che, a lungo andare, diventa quasi una nuova identità. Qual è, oggi, il modo attraverso il quale riesci a esprimerti di più? E perché ti rappresenta (o dice qualcosa di te)? Partendo da un soprannome o un diminutivo, è possibile scrivere un racconto in terza persona, come se ci stessimo “guardando da fuori”.

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