Buongiorno, Wuhan!

Buongiorno, Wuhan!

La quarantena e il lockdown visti con gli occhi di un adolescente, proprio lì dove tutto è iniziato. Una storia di solidarietà, gentilezza e coraggio. Per imparare a conoscere il presente, ma soprattutto a immaginare il futuro.

La quarantena e il lockdown visti con gli occhi di un adolescente, proprio lì dove tutto è iniziato. Una storia di solidarietà, gentilezza e coraggio. Per imparare a conoscere il presente, ma soprattutto a immaginare il futuro.

Il 23 gennaio 2020 Matteo compie dodici anni. Ha organizzato una festa spettacolare per divertirsi con i suoi amici, e non sta più nella pelle al pensiero. Purtroppo per lui, però, all’alba di quel giorno la sua città si risveglia blindata. Matteo infatti vive a Wuhan, in Cina, e le autorità hanno autorizzato quella che sarà la più lunga quarantena dell’epoca contemporanea. Circa sessanta milioni di persone, l’intera regione dello Hubei, resteranno isolati nelle loro case fino all’8 aprile, a causa di una misteriosa polmonite: quella provocata dal virus del covid-19. È il lockdown. Per Matteo comincerà una vita molto diversa, tutta consumata tra le mura dell’appartamento che divide con sua madre Sara, veterinaria e docente all’università della città. Fra videolezioni in solitaria e tragicomiche avventure con i gattini Gingy e Deawy, Matteo e Sara affronteranno nuovi problemi e preoccupazioni inedite, a partire dalle questioni più banali… Come ci si procaccia il cibo in una città blindata? In un mondo che sembra scivolare nel panico e cambiare di continuo i punti di riferimento, Matteo e Sara trovano la forza di resistere nelle persone che li circondano. Vicini di casa, compagni di giochi, colleghi: Wuhan si stringe attorno a loro come un abbraccio, li coccola e li rallegra. Ed è così che il saluto mattutino di Sara, nella chat che è uno dei pochi canali di comunicazione con l’esterno, diventa un mantra carico di positività: “Buongiorno, Wuhan!”
  • Perché l’esperienza traumatica provoca la necessità di un approfondimento. Tutti si riconosceranno in queste pagine, ma vi troveranno un messaggio di speranza.

     

  • Perché è la storia di chi, mentre ovunque dilagava il panico, ha scelto di restare: un esempio di coraggio e senso civico.

     

  • Per imparare la gentilezza verso gli altri e la solidarietà verso chi è straniero o sconosciuto.

Dungeons & Dragons: uniti contro le difficoltà

Matteo, il protagonista di questa storia, è un grande appassionato di Dungeons & Dragons e durante il lockdown ha sfidato i suoi amici in partite virtuali.

Partendo dai principi di questo gioco di ruolo, basato sulla cooperazione, la classe simulerà un gruppo di “avventurieri” – ogni membro con una specifica area di competenza – impegnati nel successo di un’“avventura”. A partire dall’esperienza reale legata all’epidemia e alle sfide che ha comportato per la nostra vita individuale e collettiva, i ragazzi dovranno portare a termine un compito rilevante per l’intero gruppo, sperimentando team working e problem solving.

Nessuno è solo

Con l’aiuto degli insegnanti, gli studenti saranno invitati a riflettere su momenti di gentilezza e altruismo sperimentati in prima persona. Quando sono stati aiutati da qualcuno che non si aspettavano? Quando invece hanno prestato soccorso o compiuto un gesto di solidarietà? Come si sentivano prima e come si sono sentiti dopo? I ragazzi verranno invitati a mettere in pratica piccoli gesti di gentilezza quotidiana.

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